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  • Comunicati stampa 01/04/2014

    TRASPORTI: GARANTIRE ADEGUATA MANUTENZIONE PER E45

    Il parlamentare nazionale di Forza Italia, Pietro Laffranco, ha presentato un’interrogazione al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti relativa alla manutenzione dell’autostrada E45. “Il dissesto ed il degrado in cui versa questa autostrada – spiega Laffranco – vera e propria spina dorsale degli Appennini tra l'area tirrenica e quella adriatica, è ormai noto a tutti. Cambi di corsia, segnaletica inesistente, buche e avvallamenti sono una costante che mina la sicurezza degli utenti, danneggia i veicoli e l'immagine delle regioni e degli enti locali i cui territori sono attraversati”. Nell’atto ispettivo il parlamentare azzurro sottolinea come “l'opera risulta da tempo ricompresa nel programma delle infrastrutture strategiche, ma l'approvazione del progetto preliminare e la valutazione della proposta del soggetto promotore, dopo aver ottenuto il parere favorevole delle regioni interessate, sono state più volte sottoposte all'approvazione del CIPE senza che lo stesso si sia definitivamente pronunciato nel merito”. Laffranco chiede, quindi, che “in attesa della definitiva approvazione del progetto, siano garantiti standard manutentivi adeguati lungo l'intero tracciato dell’autostrada”.

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  • Rassegna stampa 30/03/2014

    «Renzi? Un vero affabulatore Ma il bluff già si vede»

    L’onorevole Laffranco (FI): «Siamo al terzo premier salito a Palazzo Chigi senza passare per le urne Forza Italia deve fare un’opposizione più forte»

    Continua serie di interviste con i deputati e i senatori eletti in Umbria. Vengono realizzate a Montecitorio e a Palazzo Madama. Dopo Giampiero Giulietti (Pd), oggi tocca a Pietro Laffranco (FI).
    di ANTONIO VENDITTI

    ROMA - Era raggiante, Matteo Renzi, durante la conferenza stampa con Obama. Però, non deve dimenticare la realtà politica in cui agisce: gli elettori italiani non l’hanno affatto promosso perché non l’hanno potuto votare e il regalo ricevuto non è per una promozione. Lo deve soltanto al Presidente della Repubblica, che lo ha indicato quale capo del governo. Sull’attività di Renzi abbiamo ascoltato, a Montecitorio, l’onorevole Pietro Laffranco (Forza Italia).

    Onorevole Laffranco, come giudica nel suo complesso la figura di Renzi ?
    «È un ambizioso capace, un grande comunicatore, un affabulatore. Sa usare in maniera eccellente i mezzi di comunicazione che oggi la tecnologia ci offre, i social network in particolare. Ho la sensazione che quando si tratterà – e ormai siamo arrivati – di passare dalle parole ai fatti, avrà qualche difficoltà. Secondo me rappresenta un bluff che verrà scoperto dagli italiani».

    E il piattino che ha cucinato a Letta?
    «Renzi non si è caratterizzato per lealtà, anche perché fino a qualche giorno prima aveva detto che non sarebbe andato a Palazzo Chigi senza prima passare per il vaglio delle elezioni. Poi, improvvisamente, ha scoperto che era necessario per l’in - teresse dell’Italia che andasse immediatamente a Palazzo Chigi. Non verrà ricordato come un momento di lealtà e di etica politica ».

    Renzi è stato incaricato dal Presidente della Repubblica quale premier senza essere in possesso di un rilevante curriculum politico...
    «Credo che il difetto di origine sia quello che dicevo prima. Si può anche essere deficitari in ambito di curriculum politico, ma quando si passa al vaglio degli elettori quel curriculum si arricchisce alla grande. Anche Berlusconi nel ’94 non aveva un grande curriculum politico, ma ha avuto la maggioranza ed è diventato Presidente del consiglio. Renzi non ha esperienza parlamentare. E difatti si vede immediatamente quanto questa carenza sia importante. Nei giorni scorsi, in Senato, non ha capito per tempo a quale imboscata andava incontro sul disegno di legge sul riordino delle province. Ha rischiato, pur avendo una maggioranza di 169 voti, di essere impiombato da una pregiudiziale di costituzionalità che, a una verifica superficiale, pareva potesse essere facilmente respinta ».

    Prima Monti, poi Letta, poi Renzi. È la terza volta consecutiva che salgono a Palazzo Chigi personaggi che non sono passati attraverso il voto popolare. Non le pare che ci troviamo in una democrazia handicappata?
    «Credo che gli italiani si siano resi conto che, purtroppo, il Presidente della Repubblica non ha svolto in questi anni un ruolo del tutto imparziale. Chi ritiene che la sovranità appartenga davvero ai cittadini – l’ar - ticolo più importante della nostra Costituzione –, non può non interrogarsi. Napolitano ha ritenuto di agire seguendo un percorso di interesse da parte dei poteri forti, da parte dell’Europa, da parte di alcuni poteri finanziari. Dapprima, attraverso una strada che comincia a delinearsi come una sorta di congiura di stampo internazionale, ha costretto Berlusconi alle dimissioni e ha nominato Monti. Poi il risultato elettorale e gli errori clamorosi di Bersani hanno in qualche modo indotto alla vicenda di Letta, quella in cui forse c’è meno responsabilità di Napolitano: il risultato elettorale è stato quello e tutti i partiti hanno avuto paura di tornare alle elezioni e di consegnare quindi l’Italia a Grillo. Ma adesso la vicenda di Renzi è assolutamente clamorosa. Non solo perché Renzi smentisce se stesso, ma perché non esiste che per tre volte ci sia un Presidente del consiglio individuato senza la volontà popolare ».

    L’opposizione di Forza Italia sembra essere del tipo “così è se vi pare”...
    «Sono d’accordo. Io sono tra quelli, dentro Forza Italia, che ritiene che dovremmo caratterizzarci per un’opposizione forte e decisa. Mi pare anche un po’ stucchevole l’opposizione responsabile. Che significa? Se arriva un provvedimento giusto è chiaro lo votiamo. Ma questo non può essere un alibi per non marcare le nostre differenze ».

    Renzi a Bruxelles non è riuscito a concludere risultati evidenti, forse perché non è in possesso dei requisiti necessari per essere un leader di Governo. Qual è il suo giudizio ?
    «Il problema vero è quello del rapporto Italia-Europa. Chiunque governi, o capisce che l’interesse nazionale va tutelato o non è nelle condizioni di restituire all’Italia il prestigio e la prosperità che gli italiani meritano. Quindi Renzi che mette in discussione alcuni ordini dell’Euro - pa quando sta in Italia, ma va a Bruxelles e si piega ai diktat della Merkel, francamente non mi rappresenta una novità: è esattamente come Monti e come Letta ».

    Renzi ha dichiarato a Bruxelles che la posizione italiana in ambito europeo resta la stessa dei Governi precedenti. Che fine hanno fatto le sue sfide?
    «Ecco perché dicevo che Renzi rischia di essere un grande bluff. Perché passare dalle parole ai fatti è difficile. Aveva detto che avrebbe tutelato l’Italia in Europa. Dire che è in continuità con i governi Letta e Monti significa dire che non c’è alcuna intenzione di alzare davvero la voce per rivedere una serie di questioni che ci stanno distruggendo l’economia ».

    A parte i soliti buoni propositi, c’è da chiedersi cosa sia cambiato in ambito europeo rispetto al governo Letta.
    «Appunto, per ora purtroppo nulla. Questa cosa è ancora più grave perché siamo nella imminenza delle elezioni europee. E allora rischia di favorire quei movimenti di sola protesta, che però utilizzano delle argomentazioni serie. Dire no all’euro non è serio, ma dire che oggi la Bce non sta facendo quello che serve per il rilancio dell’economia dei singoli Paesi è dire una cosa giusta. Affermare che il vincolo del 3% nel rapporto deficit/pil disintegra le economie più importanti, riaffermare che l’abbattimento del debito nelle forme previste dal fiscal compact impedirà di fatto qualsiasi investimento nei prossimi anni anche in Italia, significa dire delle cose giuste. Se dobbiamo rimanere in Europa, l’Europa deve cambiare ».

    Quindi Letta non sbagliava. Renzi è stato spinto dalla voracità di impossessarsi del suo posto?
    «Il primo aggettivo qualificativo che ho usato per Renzi è ambizioso. Si sbaglierebbe chi si fidasse troppo di Renzi, anche nel centrodestra».

    Si sta allargando sempre più il fronte del “no euro” e del ritorno alla lira. Il suo parere?
    «Spero che sia l’extrema ratio. Oggi uscire dall’euro credo creerebbe maggiori problemi di quelli che potrebbe risolvere. Però la politica monetaria deve cambiare. L’immo - bilismo ci distrugge. Credo che non si debba uscire dall’euro perché è stata comunque una conquista, pur con tutti gli svantaggi derivati. O l’Italia diventa protagonista del cambiamento dell’Europa, o saremo costretti a questa opzione ».

    In Forza Italia si discute troppo animatamente delle candidature per le elezioni europee, ma non dell’eventuale sostituto di Berlusconi. E’ un procedere da incoscienti?
    «Un partito che discute è un partito vivo. Il nostro è un partito carismatico, c’è stata sempre la tendenza a discutere fuori dagli organi di partito. Il centrodestra non può non sapere che nel giro di qualche anno dovrà trovare un nuovo leader. La discussione sulle liste è, però, seria. Proprio nel momento in cui viene a mancare dalla lista Berlusconi, leader carismatico, immagino che le liste debbano essere composte da coloro che sono in grado di portare il maggior numero di consensi, nel momento in cui ci si ritiene penalizzati dall’assenza di Berlusconi. Non mi stupiscono le discussioni. Penso che siano utili se non provocano danni all’esterno. E’ ovvio che in prospettiva un ragionamento sul futuro del centrodestra si debba fare. Sarebbe miope interrompere la storia del centrodestra che sta durando da 30 anni ».

    Si parla tanto di abolizione delle Province, ma non delle Comunità montane che non hanno affatto più motivo di esistere. Perché?
    «Perché in Italia ci sono le mode. Ora è il momento dell’abolizione delle province. Dirò una cosa un po’ controcorrente. Io per l’esperienza che mi sono fatto in questi 40 anni di regionalismo, penso che invece l’Italia dovrebbe essere un po’meno federalista. Io vedrei bene l’aboli - zione delle regioni. Lascerei le province come organi di collegamento con il Governo nazionale e lascerei ai Comuni la funzione straordinaria di essere gli enti più vicini ai cittadini, anche perché quando si parla di sprechi bisognerebbe essere seri ».

    L’Unione europea «Renzi aveva detto che avrebbe tutelato l’Italia in Europa, ma a Bruxelles ha chiarito che il suo Governo è in continuità con quelli di Monti e Letta»
    Il Quirinale «Credo che gli italiani si siano resi conto che, in questi anni, il Presidente Napolitano non ha svolto un ruolo del tutto imparziale»

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  • Comunicati stampa 21/03/2014

    SCUOLA: Giannini blocchi i progetti di educazione "gender"

    "Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca scientifica, Stefania Giannini, blocchi i progetti sull’educazione gender nelle scuole, ed in particolare su Lesbiche, Gay, Bisex e Trans (LGBT), progetti assolutamente lontani dall’educazione alla parità di genere e all’affettività, per dare invece priorità ad iniziative sicuramente più formative, quali l’integrazione degli alunni disabili ed i processi per l’innovazione tecnologica."
    Lo chiede in un'interrogazione urgente. Il deputato umbro di FI, Pietro Laffranco “Solo a titolo esemplificativo – scrive Laffranco – si riporta l’esperienza della Regione Friuli Venezia Giulia, che ha finanziato il ‘Progetto regionale di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo omofobico: rilevazione del problema, strategie d’intervento e attività di formazione’. Il compito di attuarlo spetta direttamente all’Ufficio scolastico regionale, al dipartimento di Scienze della vita dell’Università di Trieste e alle associazioni Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica Trieste e Gorizia, Arcigay Nuovi Passi di Udine e Pordenone e Arcilesbica Udine”.
    “Anche a Roma – sottolinea – l’Assessorato scuola, infanzia, giovani e pari opportunità della Giunta Marino ha licenziato un Bando che, con il titolo ‘Le cose cambiano’, si propone di inserire nelle scuole superiori la teoria del gender, suscitando numerosissime critiche di cui si è fatto portavoce il Forum delle Associazioni Familiari del Lazio che, avendo ricevuto centinaia di mail da parte di genitori spaventati per queste proposte educative che trattano temi così delicati, in una nota al Sindaco Marino ha fortemente e formalmente contestato la totale mancanza di coinvolgimento dei genitori e delle famiglie, specie su questo tema educativo che dovrebbe essere trattato quantomeno concordando con i genitori i modi e i tempi onde evitare semplificazioni o indottrinamenti”.
    “La nascita di scuole materne in cui bambini e bambine non sono aiutati a coltivare correttamente la propria identità sessuale, ma educati in modo ‘neutro’ in attesa che siano loro, in futuro, a scegliere; la diffusione di favole per bambini o di spettacoli e sceneggiati per le scuole in cui il naturale approccio alla diversità sessuale viene stravolto in base alla nuova ideologia gender; la pianificazione centralizzata da parte dei governi di una educazione sessuale praticata in modo discutibile fin dai primissimi anni di vita, tutto questo getta una luce molto inquietante sulla educazione dei nostri figli, davanti a cui nessuno può ritenere di poter tacere”, conclude Laffranco.

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  • Comunicati stampa 21/03/2014

    SPORT: Modificare la Costituzione per tutelare attività sportive e ricreative

    Agli inizi del XX secolo viene istituito il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e l'attenzione verso lo sport del regime fascista provoca l'inserimento del CONI nell'organizzazione statuale in virtù di una serie di statuizioni legislative che tendono a coinvolgere sempre più lo Stato nella gestione e nel controllo di tali attività.
    In una società sempre più segnata dal dilagare della delinquenza organizzata e dal diffondersi dell'uso della droga, l'esercizio dell'attività sportiva agonistica o amatoriale assume, per generalizzata convinzione, grande rilievo sociale, perché la pratica sportiva tende a togliere i giovani dalla strada, indirizzandoli a un miglior impiego del tempo libero in un contesto storico caratterizzato da straor- dinari livelli di disoccupazione, e abituandoli all'osservanza di regole di vita rispettose di se stessi e del prossimo, improntate a lealtà e ad onore.
    Manca tuttavia, ancora, nella nostra Carta costituzionale, un esplicito riferimento allo sport, salvo quello indiretto dell'articolo 32 sul diritto alla salute.
    Elevare a livello costituzionale il diritto allo svolgimento dell'attività sportiva, in- tesa come momento ricreativo ma anche di educazione e di rigenerazione spirituale è una proposta che allineerebbe lo Stato italiano ad altri Stati europei che già hanno assunto da tempo questa determinazione e che riconoscono tale diritto per tutti i cittadini, come diritto primario degno della massima tutela.
    Elevare a rango costituzionale il diritto all'attività sportiva e ricreativa significa accogliere e tutelare un'istanza che si avverte presente nella nazione, rivolta ai comuni, alle regioni e allo Stato, di praticare lo sport e non soltanto di vederlo praticare.
    Prima conseguenza diretta alla costituzionalizzazione del diritto all'attività sportiva e ricreativa dovrebbe essere l'approvazione di una normativa che sancisca l'obbligatorietà degli impianti sportivi in ogni edificio scolastico di nuova costruzione, estendendo tale obbligo agli edifici universitari, nonché l'obbligo di realizzare impianti per lo svolgimento della pratica sportiva al servizio delle comunità cittadine in proporzione al numero dei prati- canti. Il tutto in un'ottica di decentramento organizzativo conferendo agli enti locali (regioni e comuni) i mezzi e le autonomie necessari alla realizzazione del dettato costituzionale.

    PROPOSTA DI LEGGE COSTITUZIONALE

    ART. 1.

    1. All'articolo 32 della Costituzione sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
    « La Repubblica riconosce e favorisce il diritto allo svolgimento dell'attività sportiva e ricreativa. La legge assicura la realizzazione degli strumenti idonei a garantire l'esercizio libero e gratuito dell'attività di cui al terzo comma ».

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  • Comunicati stampa 05/02/2014

    Laffranco (FI): Bene stralcio art. 8 (danni da sinistri stradali) DL Destinazione Italia

    "lo stralcio dell'art 8 appena approvato dalle Commissioni congiunte Finanze ed attività produttive è per un verso il segno di un minimo di lucidità in un Governo in apnea, per l'altro anche una vittoria per chi come me si è fortemente battuto per evitare che entrasse in vigore una norma totalmente sbagliata." Lo afferma in una nota il deputato umbro Pietro Laffranco di forza Italia, membro della commissione finanze della Camera e presentatore di numerosi emendamenti soppressivi all'articolo 8 del decreto Destinazione italia che stabiliva tra l'altro il risarcimento in Forma specifica dei danni da sinistri, il divieto di cessione del diritto al risarcimento, le prestazioni di servizi medico sanitari da parte di professionisti convenzionati, varie norme sulla cd scatola nera ed altre disposizioni che avrebbero avvantaggiato soltanto le grandi compagnie assicurative.
    "Una norma cervellotica e dannosa per tanti, ad iniziare dai carrozzieri, che ho avuto modo di incontrare più volte, passando per avvocati e medici legali ed arrivando alle vittime degli incidenti sulla strada, ma soprattutto - conclude Laffranco - non idonea a perseguire lo scopo dichiarato, ossia abbassare le tariffe RCA auto tra le più alte d'Europa che penalizzano le famiglie italia."

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  • Comunicati stampa 24/01/2014

    SALUTE: interpellanza al Ministro della salute per maggiore attenzione su sclerosi sistemica

    L’on Pietro Laffranco deputato di Forza Italia in un’interpellanza al ministro per la Salute Beatrice Lorenzin, chiede una maggiore attenzione per i pazienti affetti da sclerosi sistemica. In Italia gli affetti da sclerosi sistemica sono oltre 25mila e ogni anno si ammalano circa 1.200 nuove persone, si tratta di una complessa malattia cronica del tessuto connettivo tra le più invalidanti e spesso anche mortale se non adeguatamente controllata, è una patologia poco conosciuta e la sottovalutazione dei primi sintomi può essere fatale mentre una diagnosi precoce può ritardare la disabilità. I pazienti devono essere visitati da più specialisti e sottoporsi a diversi esami e spesso sono costretti a una ricerca laboriosa di strutture sanitarie adeguate. Attualmente la Sclerosi sistemica (progressiva) è inclusa nell’elenco delle malattie croniche ed invalidanti. Il non aver ancora inserito questa patologia tra le malattie rare rende ancora più difficile la quotidianità di chi ne è affetto. Per questo motivo i pazienti e le associazioni che li rappresentano chiedono da tempo un intervento del governo e del legislatore volto all’inserimento della sclerosi sistemica nel citato elenco delle malattie rare. E’ a tal proposito che l ’on. Laffranco chiede al ministro Lorenzin quale tempistica il governo preveda affinché sia definitivamente emanato il decreto con i nuovi Livelli essenziali di assistenza e se intenda mettere in atto nelle more della revisione complessiva dei LEA, ogni iniziativa utile diretta a riconoscere la Sclerosi Sistemica tra le malattie rare.

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Rassegna stampa 23 gennaio 2014 ore 09:07

AGRICOLTURA: Laffranco e Coldiretti, impegni comune

Nel quadro di un ampio giro di consultazione con le categorie Produttive dell'Umbria, che cade alla scadenza del primo anno di Legislatura con il duplice obiettivo di dar conto della propria attività parlamentare nonché di raccogliere problemi ed istanze del mondo economico sociale, l'on. Pietro Laffranco, deputato di Forza Italia, stamane ha visitato la sede regionale della Coldiretti incontrando... Leggi tutto »
Rassegna stampa 23 gennaio 2014 ore 08:58

AGRICOLURA: Etichettatura dei prodotti. "Vigilanza" in Parlamento

Nel quadro di un ampio giro di consultazione con le categorie Produttive dell'Umbria, che cade alla scadenza del primo anno di Legislatura con il duplice obiettivo di dar conto della propria attività parlamentare nonché di raccogliere problemi ed istanze del mondo economico sociale, l'on. Pietro Laffranco, deputato di Forza Italia, stamane ha visitato la sede regionale della Coldiretti incontrando... Leggi tutto »
Rassegna stampa 22 gennaio 2014 ore 09:35

Agricoltura: "Impegno per il Made in Italy"

Nel quadro di un ampio giro di consultazione con le categorie Produttive dell'Umbria, che cade alla scadenza del primo anno di Legislatura con il duplice obiettivo di dar conto della propria attività parlamentare nonché di raccogliere problemi ed istanze del mondo economico sociale, l'on. Pietro Laffranco, deputato di Forza Italia, stamane ha visitato la sede regionale della Coldiretti incontrando... Leggi tutto »
Comunicati stampa 17 dicembre 2013 ore 03:11

MADE IN ITALY: LAFFRANCO (FI - PDL),TUTELARE ALLEVATORI ITALIANI

Roma, 06 dic - Il deputato di Forza Italia, Pietro Laffranco in un' interrogazione al ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, sottolinea l'importanza del settore suinicolo all'interno della produzione agroalimentare italiana che sulla base dei dati Efsa, risulta prima, nel mondo, in termini di sicurezza alimentare, con oltre 1 milione di controlli l'anno. Pertanto chiede quali az... Leggi tutto »
Comunicati stampa 17 dicembre 2013 ore 03:10

L'On. Pietro Laffranco ha presentato alla Camera dei Deputati la seguente interrogazione al Ministro delle Politiche Agricole ed Alimentari

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA LAFFRANCO. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari. — Per sapere – premesso che- l’importanza del settore agricolo per l’economia nazionale va riconosciuta con riferimento alla produzione agroalimentare, ma anche alla tutela ed alla valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale ed all’ingente numero di lavoratori occupati;- l’agroalimentare Made... Leggi tutto »
Comunicati stampa 13 dicembre 2013 ore 09:28

COMMERCIO, LAFFRANCO (FI): MISURE PER GARANTIRE CONTROLLI INPS

Roma, 10 dic - Il deputato di Forza Italia Pietro Laffranco, in una interrogazione al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, chiede chiarimenti circa i controlli effettuati sul territorio nell'ambito dell'Operazione Poseidone, riguardante i contributi Inps-IVS gestione commercianti. La legge 662/1996 prevedeva, inizialmente, l'obbligo di iscriversi all'assicurazione contro le malattie sola... Leggi tutto »
Comunicati stampa 13 dicembre 2013 ore 09:26

L'On. Pietro Laffranco ha presentato alla Camera dei Deputati la seguente interrogazione al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA Laffranco – Al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali. Per sapere – Premesso chel’articolo 1, comma 203 della legge 662/1996, sostituendo il primo comma dell'articolo 29 della legge 160/1975, ha stabilito che l'obbligo di iscrizione nella gestione assicurativa degli esercenti attività commerciali di cui alla legge 613/1996 e s.m.i., sussiste per i soggetti... Leggi tutto »
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25/10/2013

Legge elettorale e riforma della Costituzione - Orvieto 28 ottobre ore 18.30

ApertaMenteOrvieto Associazione Culturaleorganizza un incontro pubblico sul tema"Legge elettorale e riforma della Costituzione"lunedì 28 ottobre 2013 ore 18.30presso...
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