21 marzo Ore 04:52

SCUOLA: Giannini blocchi i progetti di educazione "gender"

"Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca scientifica, Stefania Giannini, blocchi i progetti sull’educazione gender nelle scuole, ed in particolare su Lesbiche, Gay, Bisex e Trans (LGBT), progetti assolutamente lontani dall’educazione alla parità di genere e all’affettività, per dare invece priorità ad iniziative sicuramente più formative, quali l’integrazione degli alunni disabili ed i processi per l’innovazione tecnologica."
Lo chiede in un'interrogazione urgente. Il deputato umbro di FI, Pietro Laffranco “Solo a titolo esemplificativo – scrive Laffranco – si riporta l’esperienza della Regione Friuli Venezia Giulia, che ha finanziato il ‘Progetto regionale di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo omofobico: rilevazione del problema, strategie d’intervento e attività di formazione’. Il compito di attuarlo spetta direttamente all’Ufficio scolastico regionale, al dipartimento di Scienze della vita dell’Università di Trieste e alle associazioni Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica Trieste e Gorizia, Arcigay Nuovi Passi di Udine e Pordenone e Arcilesbica Udine”.
“Anche a Roma – sottolinea – l’Assessorato scuola, infanzia, giovani e pari opportunità della Giunta Marino ha licenziato un Bando che, con il titolo ‘Le cose cambiano’, si propone di inserire nelle scuole superiori la teoria del gender, suscitando numerosissime critiche di cui si è fatto portavoce il Forum delle Associazioni Familiari del Lazio che, avendo ricevuto centinaia di mail da parte di genitori spaventati per queste proposte educative che trattano temi così delicati, in una nota al Sindaco Marino ha fortemente e formalmente contestato la totale mancanza di coinvolgimento dei genitori e delle famiglie, specie su questo tema educativo che dovrebbe essere trattato quantomeno concordando con i genitori i modi e i tempi onde evitare semplificazioni o indottrinamenti”.
“La nascita di scuole materne in cui bambini e bambine non sono aiutati a coltivare correttamente la propria identità sessuale, ma educati in modo ‘neutro’ in attesa che siano loro, in futuro, a scegliere; la diffusione di favole per bambini o di spettacoli e sceneggiati per le scuole in cui il naturale approccio alla diversità sessuale viene stravolto in base alla nuova ideologia gender; la pianificazione centralizzata da parte dei governi di una educazione sessuale praticata in modo discutibile fin dai primissimi anni di vita, tutto questo getta una luce molto inquietante sulla educazione dei nostri figli, davanti a cui nessuno può ritenere di poter tacere”, conclude Laffranco. « Indietro

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